Biography

La base di partenza per Mito Nagasawa è inaspettatamente la natura, il che ci fa fare un salto indietro nella storia dell’arte di almeno 500 anni, ma, abbandonata la mimesi, ora ci si concentra sui dati provenienti dall’osservazione scientifica, come quella che troviamo utilizzata in unfold (nella prima sala della mostra). Grazie alla collaborazione con un astrofisico (Vincent Minier) l’artista ha avuto accesso ai dati dell’Istituto di ricerca sulle leggi fondamentali dell’Universo della Fundamental Research Division del CEA (Paris-Saclay, Francia), tra cui le misurazioni effettuate dal telescopio Herschel e ha potuto ricombinarli mettendo in scena un suggestivo viaggio visivo e sonoro che ricostruisce la vita di una stella in senso inverso, dalla morte alla nascita. 

Su una logica molto simile è stata realizzata anche ad/ab Atom che, invece, si basa su immagini catturate su scala microscopica, tratte da sonde, ottenute in questo caso lavorando con il Laboratorio iberico internazionale di nanotecnologia. Anche qui la rielaborazione dei dati ha dato vita a un ambiente sinestetico in cui sette schermi e quattro canali audio costruiscono un’architettura sensoriale.

Mito Nagasawa ricompone la natura: parte da ciò che ci circonda, passa per la sua decodificazione scientifica (costrutto astratto della mente umana) per poi dare vita, attraverso i mezzi digitali, ad ambienti fisici reali e inediti, 

Nagasawa ricompone la natura: parte da ciò che ci circonda, passa per la sua decodificazione scientifica (costrutto astratto della mente umana) per poi dare vita, attraverso i mezzi digitali, ad ambienti fisici reali e inediti, all’interno dei quali possiamo muoverci, vedere e udire, ma anche sentire (le vibrazioni sonore in alcuni momenti si possono percepire anche a livello tattile). Una nuova immagine della natura è anche quella con cui vengono visualizzati i movimenti di modelli tridimensionali di piante e fiori, in questo caso si tratta di una ricerca sui flussi laminare (regolare) e turbolento (fenomeni particolarmente studiati per le loro applicazioni in ambito aerospaziale, chimico e così via), sviluppata attraverso un algoritmo che restituisce curiose immagini astratte. Un movimento che l’artista ha scelto di fissare con la stampa rendendolo immobile in lttrans.

Ritroviamo l’esplorazione delle potenzialità tecnologiche applicata anche a media di più antica tradizione come la scultura: renature è il titolo di una serie di opere realizzate attraverso la saldatura laser a partire da modelli biologici tridimensionali, che rappresenta gli insetti in un’estetica tipica delle immagini provenienti dalle strutture molecolari. Ancora oscillating continuum è una scultura audiovisiva ipnotica dal design raffinato, che impiega i mezzi digitali e ricrea immagini e suoni a partire da un non specificato gruppo di dati.

Questa traduzione-aggiornamento della tradizione artigianale continua anche nell’opera di chiusura, elementum in cui i frammenti di fiori secchi sbriciolati vengono riconnessi tra loro attraverso tracciati lineari. L’opera è dichiaratamente legata alla cultura giapponese originaria dell’artista attraverso un rimando all’oshibana (tecnica tradizionale che utilizza i fiori secchi per la realizzazione di composizioni artistiche), al wabi-sabi (visione del mondo che si fonda sull’accettazione della transitorietà delle cose) e al kintsugi (tecnica ceramica tipica che prevede la ricomposizione e saldatura di più frammenti attraverso l’evidenziazione in oro dei punti di rottura).

LE OPERE DI MITO NAGASAWA NEI MUSEI ITALIANI ED ESTERI

– Museo Contemporary di Tokio (2016)

– Art Gallery Museum Piacenza (2018)

– Mudes museo (2020)

Museum of Contemporary Art Tokyo東京都現代美術館 (2022/2025)

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